Vendita con consegna a domicilio: come gestirla?

Decreto “Cura Italia” e “D.L. Liquidità”Categoria: LegislativoVendita con consegna a domicilio: come gestirla?
Claudio Pardini ha scritto 2 anni fa

Ho un negozio di abbigliamento e vorrei iniziare ad effettuare la vendita con consegna a domicilio. Tutto cio\’ e\’ consentito dal DPCM dell\’ 11/03/2020 e non è stato modificato dai successivi DPCM. Almeno cosi\’ mi sembra. Il mio dubbio, pero\’, è un altro. Poiche\’  per andare in negozio devo attraversare altri due comuni, posso andarci SOLO dopo che un cliente mi ha telefonato, o mandato un messaggio, per effettuare la consegna?   Ci posso andare per controllare se la merce richiesta è disponibile?  Oppure ci posso andare anche per attendere la eventuale telefonata del cliente sul fisso?  Posso andare in negozio anche se non ho ricevuto ordini da consegnare?   Ringrazio in anticipo per la risposta.   Claudio Pardini

1 Risposte
Giuseppe Dell’Aquila Staff L'esperto ha risposto 2 anni fa

Fermo restando che la vendita con consegna a domicilio dei prodotti di abbigliamento così come di tutti i prodotti commercializzabili al dettaglio è possibile e che non occorre, per farlo, effettuare alcuna comunicazione aggiuntiva, rientrando il commercio a distanza nelle varie forme di distribuzione (commercio on line, per televisione, per telefono, ecc.) consentite all’operatore che esercita il commercio al dettaglio, precisiamo quanto ha affermato il Governo in proposito:
L’attività della mia impresa è esclusa da quelle che possono proseguire (elencate nell’allegato del dpcm del 22 marzo 2020). Tuttavia, abbiamo scorte di magazzino e vendiamo i nostri prodotti tramite e-commerce. Ci sono limitazioni per tali vendite sia in territorio nazionale che all’estero? Il mio personale preposto alla gestione del magazzino e alle spedizioni può accedere ai locali dell’impresa? Il dpcm 22 marzo prevede (all’art. 1, comma 1, lett. a) che, per le attività commerciali, restino ferme le disposizioni del dpcm 11 marzo 2020 che, tra l’altro, consente il commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato a distanza (on line, telefonica…) con consegna a domicilio, essendo tale modalità di vendita comunque autorizzata, a condizione che rientri tra le modalità di esercizio dell’impresa. Pertanto, ferma restando la sospensione dell’attività di produzione, non sussistono limiti alle attività di e-commerce al dettaglio delle sole merci già prodotte prima di detta sospensione, fermo restando, per le attività non svolte da remoto, il necessario rispetto delle regole di sicurezza previste per il contrasto al virus COVID-19. Conseguentemente:
– le attività amministrative (es. gestione degli ordini, assistenza alla clientela), ove possibile, devono essere organizzate in modalità a distanza o lavoro agile;
– le attività di gestione magazzino e spedizione, che non possono svolgersi da remoto, sono consentite nei limiti predetti.
Per le imprese che non proseguono le attività, gli uffici amministrativi possono svolgere in sede le proprie funzioni e, più in generale, le attività di backoffice non effettuabili da remoto possono essere proseguite? Ferme la sospensione dell’attività di produzione e la chiusura degli uffici, è consentito lo svolgimento in sede di attività fondamentali, indifferibili e inderogabili purché del tutto estranee a quella produttiva (es. pagamenti stipendi, pagamenti fornitori, acquisizione di documentazione indispensabile), limitando il più possibile il numero del personale presente e assicurando il rispetto delle misure precauzionali adottate. Al fine di agevolare lo spostamento del personale verso e dai luoghi di lavoro, si suggerisce al datore di lavoro di rilasciare una dichiarazione attestante la necessità della presenza del lavoratore nei locali aziendali.
Qualora l’attività della mia impresa sia sospesa, posso mantenere un presidio di dipendenti in azienda con funzioni di sicurezza, controllo dei rischi, vigilanza, pulizia, sanificazione degli ambienti, manutenzione? Ferme la sospensione dell’attività di produzione e la chiusura degli uffici, è consentito l’accesso in loco di personale preposto ad attività di vigilanza, manutenzione o con funzioni di controllo dei rischi. In ogni caso, fermo il rispetto delle misure precauzionali adottate, il numero di persone presenti per le citate attività deve essere il più possibile limitato e comunque non deve trattarsi dello stesso personale addetto alla produzione. Al fine di agevolare lo spostamento del personale verso e dai luoghi di lavoro, si suggerisce al datore di lavoro di rilasciare una dichiarazione attestante la necessità della presenza del lavoratore nei locali aziendali.
È consentito all’imprenditore o a un suo preciso delegato accedere a un’azienda chiusa, per verificare lo stato dei beni o per per motivi di sicurezza? È consentito nel caso di eventuali sopralluoghi indifferibili, finalizzati ad accertare la regolarità del funzionamento di alcune attrezzature o apparecchiature rimaste “accese”, ovvero “sotto pressione” (come gli impianti idraulici) o in altre situazioni simili, e ciò per evitare danni maggiori.