Società che che offre spazi in locazione all’assistenza sanitaria: l’attività è consentita?

Decreto “Cura Italia” e “D.L. Liquidità”Categoria: LegislativoSocietà che che offre spazi in locazione all’assistenza sanitaria: l’attività è consentita?
Elisabetta Vergani ha scritto 2 settimane fa

Buongiorno. Sono la titolare di una società di servizi, senza dipendenti e con sede in Lombardia, che offre spazi e servizi per professionisti della salute: osteopati, fisioterapisti, psicologi, nutrizionisti, logopedisti. Il codice ATECO della mia società (82.11.02) non rientra tra quelli ammessi ad operare inseriti nell’allegato 3 dal recente decreto DPCM 10 Aprile 2020; i singoli professionisti invece, rientrando nella categoria 86, avrebbero il diritto di lavorare. Come si può dirimere il conflitto tra il mio obbligo a restare chiusa e il loro diritto al lavoro? C’è qualche possibile soluzione a questa situazione? Grazie per l’attenzione Distinti saluti

1 Risposte
Giuseppe Dell’Aquila Staff L'esperto ha risposto 2 settimane fa

Il Codice Ateco 82.11.02 Gestione di uffici temporanei, uffici residence
– attività dei servizi degli uffici-residence
– messa a disposizione di locali attrezzati per permettere a terzi abilitati l’erogazione di servizi sanitari.
non è effettivamente tra le attività consentite dall’allegato 3 al DPCM 10 aprile 2020.
Tuttavia, ai sensi dell’art. 2, comma 3, dello stesso DPCM restano sempre consentite, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, nella quale sono indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei servizi attinenti alle attività consentite, anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all’allegato 3, autorizzate alla continuazione, e dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali di cui al comma 4 (fra cui le attività che erogano servizi di pubblica utilità, nonché servizi essenziali di cui alla legge 12 giugno 1990, n. 146). Il Prefetto, sentito il Presidente della regione interessata, può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. Fino all’adozione dei provvedimenti di sospensione dell’attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della comunicazione resa.
Si ritiene dunque che l’attività prestata dalla società, supportando i professionisti che operano in relazione al Codice 86 (Assistenza sanitaria) possa comunque essere esercitata previa comunicazione al Prefetto.